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Papà eroe – impresa per essere padre ai giorni nostri

Questa mattina sul sito GQ Italia trovo un articolo che mi piace particolarmente, mi coinvolge e voglio commentare con voi, traducendo il titolo lo posso riassumere come “Papà eroe – impresa per essere padre ai giorni nostri”… è un po’ questo il succo che tratteremo.

Per prima cosa faccio i miei complimenti alla penna che ha scritto questo articolo: Franco Bolelli, Filosofo e scrittore, che in alcuni punti, a mio parere è stato “tosto” scrivendo come stanno d’avvero le cose. Ora la mia volontà è di riflettere con voi su tanti punti emersi che appartengono senza dubbio a noi papà d’oggi.

L’articolo parte con la parola “impresa”, e subito mi trovo d’accordo, perchè diciamocelo essere padri e uomini al giorno d’oggi è un’impresa! Non c’entra il maschilismo o i soliti luoghi comuni è la verità e noi maschietti lo sappiamo bene no?
Poi la frase che mi conquista: “Perché per crescere lei/lui, devi crescere con lei/lui. Essere padre, l’avventura definitiva.”
Ecco un nuovo termine “avventura” e anche qui penso alla mia vita e a quella di tanti miei amici e conoscenti padri e ritrovo l’avventura di vivere insieme ai figli, di crescerli quotidianamente e a nostra volta di crescere insieme a loro… le mamme hanno l’istinto materno, ma noi padri no! Ci mettono in braccio un batuffolo appena nato e da lì la nostra vita cambia per sempre… non ce lo insegna nessuno e non ci viene nemmeno naturale… impariamo e sbagliamo, ci correggiamo e facciamo del nostro meglio giorno per giorno e su questo non si bara… è così e ogni padre quasi certamente lo può confermare!

Altra frase introduttiva cardine: “Non giriamoci intorno: un uomo senza un potente, incondizionato istinto di protezione non è un vero uomo, punto. Se non proteggi chi ami, se non li proteggi a ogni costo, puoi mostrare i muscoli e fare il duro ma sei un bluff. Per tuo figlio/a devi essere il più rassicurante punto di riferimento, anche quando magari la tua esistenza non è per niente facile. Esserci sempre per lei/lui, è così che sei il suo eroe.”
L’istinto di protezione (a me fin troppo caro) invece quello ci viene benissimo… fin troppo spesso sento dire a mia moglie e tante altre mogli ai rispettivi mariti: “eh questi papà chioccia” oppure “i papà del giorno d’oggi sono diventati peggio delle mamme”… e li per li la mia risposta sarebbe una parolaccia ma poi mantenendo un minimo di self control la risposta più ovvia è: un tempo i padri uscivano alla mattina e tornavano alla sera e le mogli crescevano i figli quindi non avevano tempo di essere “protettivi” con i loro figli… ora con la giusta e sacrosanta parità dei sessi i mariti passano mooolto più tempo con i figli quindi ovviamente amandoli e tenendoci molto il lato protettivo e perchè no a volte pure un po’ esagerato può saltare fuori ma sempre e comunque a favore dei nostri figli!

Poi l’articolo si sviluppa in tematiche e si dà il via alla ” RESPONSABILITA’ ” con questa frase chiave: ” Ti diranno che occupandoti di tuo figlio/a, come in passato pochissimi padri facevano, stai tirando fuori la tua parte femminile. Non ci sarebbe niente di male, ci mancherebbe: ma non crederci. Semplicemente mettendo il tuo bambino/a al centro allarghi i confini del maschile, ti rifiuti di considerare il maschile così stupido e misero da sminuire la paternità non vivendone tutta la quotidiana pienezza. Da padre sei più te stesso di quanto eri prima. Non c’è sostanza più preziosa del senso di responsabilità.
Ed eccoci qua ne più ne meno il mio pensiero espresso prima… l’uomo non tira fuori una parte femminile ma semplicemente amando i propri figli cerca di dargli protezione a 360° una nostra RESPONSABILITA’… tutto li.

Poi andiamo sul tema “PROTEZIONE” “Lo/la abbracci, baci, tieni per mano, porti in braccio (niente passeggini, non se ne parla neanche). Ci giochi, ci ridi. Racconti le tue storie e senti le sue e anzi lo/la aiuti a costruire le sue storie. Metti le sue esigenze –non i suoi capricci- al di sopra di tutto.
Qui c’è il forte dilemma che tutti noi padri ci poniamo: sto viziando mio figlio o no? La risposta ci viene data saggiamente dicendo che se seguiamo le esigenze del bambino/a è giusto, se invece le diamo tutte vinte allora siamo in errore… Viene comunque anche aggiunto che qualche vizio ci sta, sono bambini ed è anche bello viziarli… e io non ho assolutamente niente da aggiungere.

SACRIFICIO” questo termine mi è molto famigliare in quanto molto spesso lo sento nominare però altrettanto spesso trovo che la sua collocazione è sbagliata. Per me il termine sacrificio verso un figlio/a è sbagliato in quanto ogni cosa che facciamo dovrebbe essere fatta con amore quindi non ci dovrebbe pesare… è ovvio poi la fatica la si sente sempre, però se mi privo di qualcosa per mio figlio è bello e giusto. Al contrario ci sono delle cose che appartengono a me ed alla mia persona che non si devono ne possono toccare perchè se rinunciassi all’essere IO, un uomo con i miei bisogni, esigenze ecc ecco allora passerei una vita infelice e un figlio ha bisogno di un padre possibilmente felice o quantomeno nella norma. Con questo non voglio dire che abbiamo un alibi per essere “egoisti”, no assolutamente i figli vengono prima di tutto, però non possiamo nemmeno continuamente azzerarci e non essere più dei esseri viventi perchè c’è un figlio/a… Quindi non parlerei di sacrificio ma di compromesso per vivere bene io, padre, e far crescere bene i nostri figli e questo dovrebbe essere ben chiaro a tutti Mogli o Compagne in primis!
Anche qui il mio pensiero è molto simile a quello di Bolelli: “Farai sacrifici, è inevitabile. Rinuncerai a tante cose. Solo che se li farai con l’attitudine giusta quei sacrifici e quelle rinunce non ti verrà neanche in mente di definirli sacrifici e rinunce. “Adesso devi mettere la testa a posto”, lo sai vero? Sì, però non come pensano quelli che ti ammoniscono. Perché ora hai una priorità assoluta e tutto il resto diventa secondario: ma se tu rinunciassi ai tuoi slanci, alla tua intensità, al desiderio di lasciare il tuo graffio, non faresti per nulla un favore a tuo figlio/a.

FORZA” Bolelli conclude con la parola da sempre associata all’universo maschile: “La forza, ecco. Perché è proprio per lui/lei che la tua forza la devi valorizzare. La vera forza sta nella capacità di scelta, nella dedizione con cui lo/la cresci, nella spinta a costruire la tua e la sua esistenza. Questa forza non devi mai smettere di allenarla, e anzi devi educare tuo figlio/a alla forza, ad attraversare il mondo sempre e comunque a testa alta. Non fosse stato per mio figlio non avrei mai fatto le cose che ho fatto, neanche nel mio lavoro. Sarai l’eroe di te stesso, essendo il suo eroe.
E come dargli torto anche qui! La forza non sta nel nostro atteggiamento da padre e uomo padrone o peggio, la forza deve essere nostra nel cuore e nello spirito, non ci dobbiamo abbattere ne tantomeno arrendere, mai e soprattutto in una società dove i nostri figli sono sempre più fragili perchè rintronati da cattivi esempi o brutte compagnie che un po’ tutti abbiamo trovato nella vita, ecco noi dobbiamo essere li al loro fianco per aiutarli e per fare ciò dobbiamo trasmettergli tutta la nostra forza, il nostro amore, la nostra protezione facendo tutto questo con responsabilità.

Quindi faccio di nuovo i miei complimenti a Franco Bolelli per le belle parole e il tema davvero interessante e reale che ha trattato molto bene a mio parere. Vi invito caldamente tutti a leggere il suo articolo completo (lo trovate sul sito GQ Italia a questo link).

Aggiungo soltanto l’ultimo mio pensiero che è quello di dire a tutti voi padri e uomini come me: chiediamo anche aiuto alle nostre mogli o compagne e facciamogli leggere questo articolo, è importante che anche loro capiscano che siamo persone, che possiamo sbagliare e che la mentalità maschile e quella femminile nel vivere e crescere un figlio non è proprio uguale, questo però non vuol dire che per forza di cose noi padri sbagliamo… abbiamo solo il nostro cervello e cuore e se questi fossero un po’ più compresi ed accolti dalle mamme ecco magari i figli sarebbero ancora più felici e crescerebbero ancora meglio perchè diciamocelo ormai quotidianamente assistiamo troppo spesso alla realtà tra uomo e donna ormai abbastanza ridicola dove uno non comprende l’altra e non si fa più niente per venirsi incontro… le spese ovviamente le fanno i nostri figli! Quindi meno pregiudizi e occlusioni e più famiglia che rema nello stesso senso.

Un saluto a tutti e alla prossima!

Fonte: sito GQ Italia

Stefano - Arts
Stefano - Arts
Sono Stefano, Ma tutti mi chiamano Arts, sarà perché professionalmente nasco grafico pubblicitario, sarà perché sono innamorato perso del tuning e custom automobilistico e nel settore modellistico ho realizzato piccoli “gioielli” in scala come quelli veri che molto spesso guido in pista, sarà che adoro quasi tutte le forme di arte, dalla musica allo spettacolo, insomma questo è diventato il mio nickname da anni. Sono uno di quei pazzi assuefatti dal web che frequento da quando non c’era, con il mio modem 56k nell’era dei dinosauri informatici curiosavo e iniziavo realizzazioni folli che poi negli anni si sono evolute e diventate blog (come questo), portali e app social… eccomi qua oggi web developer e blogger a scrivere nel mio tempo libero che però non ho mai. Proprio per questo sono sostenitore convinto delle giornate di 36 ore necessarie a tutti noi uomini, lavoratori, mariti e padri… Ma sono anche influencer di me stesso, appassionato di auto (lo avrete capito subito), tecnologia e hi-tech (idem), ma anche hobbista seriale, purché si parli di mezzi a 4 ruote.